Oração neoplatônica

O tu che governi il mondo con stabile norma,
creatore della terra e del cielo, che dai primordi
fai scorrere il tempo e, restanto immoto, imprimi il moto a tutte le cose,
non indotto da cause esterne a dare forma
alla materia fluttuante ma dalla somma bontà
a te connaturata ed esente da malevolenza, tu derivi tutto quanto
dal divino modello, bellissimo tu stesso, concepisci bello
nella mente il mondo, formandolo a tua immagine,
imponendo a parti perfette di condurre a compimento un tutto perfetto.
Tu leghi armoniosamente gli elementi, cosicché il freddo
si combini con le fiamme e l’arsura con l’umidità perché, troppo puro,
il fuoco non voli via o gli elementi pesanti trascinino la terra ad affondare.
E l’essenza spirituale che, presente nei tre elementi della natura,
li vivifica, tu la congiungi e la diffondi in membra adeguate;
essa, dopo che, divisa, ha raccolto in due orbite il moto,
si sposta ritornando su se stessa e sta intorno alla mente inaccessibile,
e fa roteare il cielo secondo un analogo modello.
Tu da parti princìpi trai le anime e le vite inferiori
e accomodandole in alta sede su cocchi leggeri,
le dissemini in cielo e in terra, e, con legge benigna,
le richiami e le fai ritornare a te sulla scia del fuoco.
Concedi, o padre, alla mia mente di poter salire alla tua sublime dimora,
concedi che io possa attraversare la fonte del bene e, scoperta la luce,
possa fissare in te gli sguardi intenti del mio spirito.

Boezio in La consolazione della filosofia
tradotto da Ovidio Dallera

ATUALIZAÇÃO – 23/07/2015, 10h20

In aggiunta a questo – riprese lei -, come usano i matematici, i quali dai teoremi dimostrati ricavano conseguenze che essi chiamano porismi o corollari, così ti mostrerò anch’io una specie di corollario. Infatti, poiché gli uomini diventano felici quando raggiungono la felicità, e, d’altra parte, la felicità è la divinità stessa, risulta evidente che essi diventano felici quando raggiungono la divinità. Ma come i giusti diventano tali quando raggiungono la giustizia, i sapienti quando raggiungono la sapienza, così, per un criterio analogo, diventeranno necessariamente dèi coloro che hanno raggiunto la divinità. Ogni persona felice è dunque un dio. È vero che per natura c’è un solo Dio ; ma nulla vieta che per partecipazione ce ne siano numerosissimi.

Idem.

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