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“Superata tellus / sidera donat”

“Hércules e Nesso” de Giambologna, 1599, Piazza della Signoria – Florença. Fotografia minha.

Ite nunc, fortes, ubi celsa magni
ducit exempli via. Cur inertes
terga nudatis? Superata tellus
sidera donat.

Andate ora, forti, dove vi guida l’eccelsa via
del grande modello. Perché, senza difese,
scoprite le spalle, in fuga? Se superate la terra
vi è premio il cielo.

Boezio in La consolazione della filosofia
tradotto da Ovidio Dallera

Duas coisas:

1. Ainda não desisti de aprender latim;

2. Basta de Boécio.

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Oração neoplatônica

O tu che governi il mondo con stabile norma,
creatore della terra e del cielo, che dai primordi
fai scorrere il tempo e, restanto immoto, imprimi il moto a tutte le cose,
non indotto da cause esterne a dare forma
alla materia fluttuante ma dalla somma bontà
a te connaturata ed esente da malevolenza, tu derivi tutto quanto
dal divino modello, bellissimo tu stesso, concepisci bello
nella mente il mondo, formandolo a tua immagine,
imponendo a parti perfette di condurre a compimento un tutto perfetto.
Tu leghi armoniosamente gli elementi, cosicché il freddo
si combini con le fiamme e l’arsura con l’umidità perché, troppo puro,
il fuoco non voli via o gli elementi pesanti trascinino la terra ad affondare.
E l’essenza spirituale che, presente nei tre elementi della natura,
li vivifica, tu la congiungi e la diffondi in membra adeguate;
essa, dopo che, divisa, ha raccolto in due orbite il moto,
si sposta ritornando su se stessa e sta intorno alla mente inaccessibile,
e fa roteare il cielo secondo un analogo modello.
Tu da parti princìpi trai le anime e le vite inferiori
e accomodandole in alta sede su cocchi leggeri,
le dissemini in cielo e in terra, e, con legge benigna,
le richiami e le fai ritornare a te sulla scia del fuoco.
Concedi, o padre, alla mia mente di poter salire alla tua sublime dimora,
concedi che io possa attraversare la fonte del bene e, scoperta la luce,
possa fissare in te gli sguardi intenti del mio spirito.

Boezio in La consolazione della filosofia
tradotto da Ovidio Dallera

ATUALIZAÇÃO – 23/07/2015, 10h20

In aggiunta a questo – riprese lei -, come usano i matematici, i quali dai teoremi dimostrati ricavano conseguenze che essi chiamano porismi o corollari, così ti mostrerò anch’io una specie di corollario. Infatti, poiché gli uomini diventano felici quando raggiungono la felicità, e, d’altra parte, la felicità è la divinità stessa, risulta evidente che essi diventano felici quando raggiungono la divinità. Ma come i giusti diventano tali quando raggiungono la giustizia, i sapienti quando raggiungono la sapienza, così, per un criterio analogo, diventeranno necessariamente dèi coloro che hanno raggiunto la divinità. Ogni persona felice è dunque un dio. È vero che per natura c’è un solo Dio ; ma nulla vieta che per partecipazione ce ne siano numerosissimi.

Idem.

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Consolações

1. Boécio;

Qui venite tutti insieme, o prigioneri,
che l’ingannevole passione, abitatrice
delle umane menti, avvince in tormentose catene.
Questo sarà per voi ristoro alle pene,
questo il porto che permane in placida tranquillità,
questo è il solo rifugio sicuro aperto ai miseri.
Tutto quel che il Tago dona dalle sue sabbie aurifere,
o dona l’Ermo dalle sua rive abbaglianti,
o l’Indo vicino al caldo cerchio dell’equatore,
rimescolando candide con verdi pietre preziose,
non illumina lo sguardo, e respinge anzi ancor più
gli animi accecati nelle loro tenebre.
Queste cose che tanto piacciono ed eccitano le brame
le ha nutrite la terra in oscure caverne sotterranee;
lo splendore che governa il cielo e gli dà energia
evita le rovinose oscurità dell’anima;
chiunque potrà osservare questa luce
non dirà più che son splendenti i raggi di Febo.

Boezio in La consolazione della filosofia
tradotto da Ovidio Dallera

2. O conhecimento;

b) a contradição é inovadora – não basta constatar o caráter interno da contradição. É necessário, ainda, frisar que essa contradição é a luta entre o velho e o novo, entre o que morre e o que nasce, entre o que perece e o que se desenvolve. Exemplo: é na criança e contra ela que cresce o adolescente; é no adolescente e contra ele que amadurece o adulto. Não há vitória sem luta. “O dialético sabe que, onde se desenvolve uma contradição, lá está a fecundidade, lá está a presença do novo, a promessa de sua vitória” (Politzer et al., s.d.:74);

LAKATOS, Eva Maria; MARCONI, Mariana de Andrade. Metodologia do método científico. São Paulo: Atlas, 5ª ed., p. 105.

2. A poesia;

LEITURA

Era um quintal ensombrado, murado alto de pedras.
As macieiras tinham maçãs temporãs, a casca vermelha
de escuríssimo vinho, o gosto caprichado das coisas
fora do seu tempo desejadas.
Ao longo do muro eram talhas de barro.
Eu comia maçãs, bebia a melhor água, sabendo
que lá fora o mundo havia parado de calor.
Depois encontrei meu pai, que me fez festa
e não estava doente e nem tinha morrido, por isso ria,
os lábios de novo e a cara circulados de sangue,
caçava o que fazer pra gastar sua alegria:
onde está meu formão, minha vara de pescar,
cadê minha binga, meu vidro de café?
Eu sempre sonho que uma coisa gera,
nunca nada está morto.
O que não parece vivo, aduba.
O que parece estático, espera.

Adélia Prado em Bagagem

3. A música;

etc.

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